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Cataratta

Dott. Gaetano Gallo Afflitto

Si tratta di una patologia determinata dall’opacizzazione del cristallino, cui consegue la diminuzione della vista.
L’intervento chirurgico prevede...

...l’asportazione del cristallino naturale divenuto opaco mediante l’uso di una sonda ad ultrasuoni che lo frantuma e aspira i pezzetti lasciando intatta la capsula in cui esso è contenuto. Questa è estremamente fragile e ha la duplice funzione di separare la porzione anteriore da quella posteriore dell’occhio e di fungere da supporto per la lente intraoculare artificiale che va impiantata per compensare il difetto visivo residuo.
Salvo eventi avversi, si realizzerà un miglioramento visivo proporzionale alla condizione clinica preoperatoria.
Non esiste ad oggi alcun tipo di terapia medica in grado di intervenire sulla cataratta che, in assenza di intervento chirurgico, progredisce inesorabilmente verso la perdita della vista.
Il rischio chirurgico aumenta progressivamente al procrastinare la procedura.
L’intervento, a meno di casi particolari, avviene comunemente in regime ambulatoriale e in anestesia locale, pertanto non è necessario il ricovero.
La scelta del cristallino artificiale da utilizzare viene effettuata dal chirurgo tenendo conto delle caratteristiche anatomo-funzionali dell’occhio e delle esigenze del paziente al fine di garantire il miglior risultato refrattivo possibile per ogni specifico caso. Esistono cristallini in grado di consentire la visione da lontano, da vicino o entrambe; altri ancora consentono di correggere anche l’astigmatismo. È importante però sapere che non tutte le opzioni sono attuabili in tutti i pazienti e che il calcolo preoperatorio del cristallino artificiale da impiantare non è una garanzia assoluta del risultato refrattivo post-chirurgico che dipende anche da altri fattori quali anomalie di cicatrizzazione e limiti intrinseci degli strumenti di misurazione del cristallino artificiale.
A seguito della chirurgia non sono infrequenti sensazione di corpo estraneo, bruciore, lacrimazione, fotofobia, annebbiamento della vista e cefalea tutti a carattere soggettivo ed estremamente variabile che in genere si riducono con il passare del tempo.
Pur trattandosi di una procedura estremamente standardizzata e con risultati strepitosi, l’intervento di cataratta rimane un atto chirurgico con dei rischi prevedibili ma non prevenibili a carattere locale e sistemico il cui successo non può essere garantito da nessuno.

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