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Occlusione delle vie lacrimali nei bambini

Dott. Gaetano Gallo Afflitto

Un reperto frequente nel neonato è l’ostruzione del dotto naso-lacrimale che, all’età di circa un anno, spesso si canalizza naturalmente grazie all’accrescimento delle ossa nasali.
Manifestazioni tipiche dell’ostruzione sono...

...la lacrimazione continua (epifora), associata talvolta a secrezione di muco o muco-pus, e conseguentemente all’aspetto “sporco” o colloso delle ciglia di grado variabile da caso a caso.
Il trattamento di questa condizione viene stabilito dallo specialista a seguito di una prima visita effettuata nei primi mesi di vita, momento fondamentale poiché in questa fase è ancora possibile risolvere il problema senza intervenire con trattamenti più invasivi (chirurgia). Spesso infatti, il massaggio del sacco lacrimale se eseguito su indicazione dello specialista e con gli opportuni accorgimenti e modalità che vengono esplicati durante la visita, può ritardare o addirittura scongiurare l’intervento di sondaggio. Talora l’oculista potrebbe ritenere opportuno procedere ad un sondaggio ambulatoriale delle vie lacrimali che consiste nel procedere con una prima irrigazione per essere certi della presenza dell’ostruzione, successivamente nel percorrere con una sonda delicatamente le vie lacrimali fino ad individuare il punto dell’ostruzione cercando di sbloccarla. Una irrigazione finale servirà a valutare se la disostruzione è stata efficace.
Importantissimo dunque effettuare il primo controllo più precocemente possibile.
In presenza di eventuali infezioni associate a lacrimazione nei primi 12 mesi di vita saranno consigliati anche igiene locale e terapia antibiotica.
L’intervento chirurgico di sondaggio delle vie lacrimali trova indicazione dopo i 12-18 mesi di età in presenza di infiammazioni locali importanti (dacriocistiti acute ricorrenti) e si pone l’obiettivo di frammentare la membrana che occlude il dotto a livello del fisiologico sbocco nel naso.
Se non trattata, questa patologia, oltre alla persistenza della sintomatologia che gradualmente peggiorerà, si potrà associare allo sviluppo di episodi di infezione del sacco lacrimale (dacriocistite), che, se recidivanti, possono coinvolgere i tessuti circostanti inducendo lo sviluppo di una condizione ben più grave (cellulite orbitaria).
Il successo della procedura è inversamente proporzionale all’età del bambino.

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