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Pterigio

Dott. Gaetano Gallo Afflitto

Si tratta di una patologia consistente in una alterazione della superficie dell’occhio indotta dallo sviluppo di una...

...membrana fibrovascolare interessante la congiuntiva e, progressivamente, la cornea. Il lato interessato è più comunemente il nasale, ma non è escluso il temporale e la patologia è spesso bilaterale, ma con sviluppo non simmetrico e poco prevedibile. Nel suo sviluppo, lo pterigio, può arrivare a invadere la cornea fino alla regione centrale, condizionando l’acuità visiva mediante un duplice meccanismo di ostacolo meccanico e di induzione di astigmatismo elevato irregolare difficile da correggere con lenti.
Nella genesi sono coinvolti l’esposizione al sole e altri fattori inducenti irritazione cronica della superficie oculare. La razza asiatica, africana e sudamericana, nonché l’aver vissuto in zone equatoriali i primi cinque anni di vita sono altresì fattori di rischio. La rimozione chirurgica non è da considerarsi definitiva, essendo presente una forte tendenza alla recidiva che spesso risulta di grado peggiore alla formazione di partenza. Inoltre la rimozione non elimina i sintomi irritativi né migliora significativamente l’astigmatismo.
L’intervento prevede la rimozione dello pterigio dalla cornea e la rimozione della membrana fibrovascolare congiuntivale. Talvolta il chirurgo potrebbe ritenere necessario prelevare un lembo di congiuntiva sana dallo stesso occhio o dal controlaterale e trapiantarla in corrispondenza della zona in cui lo pterigio è stato rimosso.
L’intervento si conclude con l’apposizione di punti di sutura o di una colla biologica (colla di fibrina).

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