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  • Dott. Gaetano Gallo Afflitto

Calazio e Orzaiolo, patologie da non sottovalutare


Orzaiolo - Dott Gaetano Gallo Afflitto - AcoVista
Orzaiolo - Dott Gaetano Gallo Afflitto - AcoVista

Un notevole numero di ghiandole, note con il nome di MEIBOMIO, dal nome dell’anatomico che per primo le descrisse, è allocato nello spessore delle palpebre.

Il loro prodotto, prevalentemente di natura lipidica, partecipa alla composizione del FILM LACRIMALE, con la funzione di rallentarne l’ evaporazione.

Queste ghiandole raggiungono la superficie oculare attraverso i collaretti dei dotti ghiandolari, che visivamente è possibile visualizzare, talvolta anche ad occhio nudo, sul margine palpebrale.

Ogni processo infiammatorio del bordo palpebrale tende a coinvolgere le ghiandole di Meibomio, ed essere causa di discomfort lacrimale cronico.

Il processo infiammatorio cronico a carico dell’apparato ghiandolare è causa della alterazione qualitativa e quantitativa del secreto, che tende ad essere più denso ed abbondante e a ristagnare nella struttura ghiandolare, manifestandosi talvolta clinicamente con un fastidioso e antiestetico rigonfiamento localizzato nello spessore della palpebra superiore e/o inferiore: calazio.


Concause di tale patologia, possono essere l’ostruzione meccanica del dotto per alterazione del microbio della superficie oculare o residui di trucco; vanno tenuti in considerazione disturbi refrattivi dell’occhio o implicazioni di natura alimentare.

La gestione del discomfort oculare, per la sua complessità, e per la necessità di una diagnostica completa, di un follow-up prolungato ed una terapia cronica adeguata deve essere affidata ad un centro specializzato e competente.

Trattandosi di patologie cronico recidivanti, al fine di migliorare la compliance e l’aderenza alle terapie, il centro di cura non può essere lontano dalla residenza del paziente.

Discomfort lacrimale, disturbi di lacrimazione, iperemia del bordo palpebrale e congiuntivale, meritano considerazione tempestiva, al fine di individuare la causa del disturbo, e l’inizio di una terapia mirata all’eliminazione delle causa, e prevenire l’insorgenza delle complicanze (calazio e orzaiolo), soprattutto se si considera la tendenza alla recidiva multipla e spesso la necessità di dovere poi ricorrere alla rimozione chirurgica.



Quando purtroppo la prevenzione fallisce, nelle forme lievi talora solo impacchi caldo-umidi, nelle modalità indicate durante la consulenza medica, possono essere risolutivi, in alternativa, la terapia farmacologica a base di antibiotici e cortisone.

Se il calazio si consolida e raggiunge l’incistato, l’ultima terapia è quella chirurgica vera e propria: L’ESCISSIONE.

Non si tratta dunque di un problema banale e il tipo di terapia indicata, generalmente, è meno aggressiva quanto più precoce è il momento della visita che diventa dunque determinante per l’evoluzione della storia.


Calazio - Dott Gaetano Gallo Afflitto - Acovista

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