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  • Dott. Gaetano Gallo Afflitto

L'esame del fondo oculare




Hermann Von Helmholtz, nell'anno 1851, inventa l' oftalmoscopio.

Per la prima volta, è possibile l'osservazione delle strutture interne dell'occhio di un paziente e quindi della retina, la più interna delle tre tuniche di rivestimento della parete posteriore dell'occhio.

La straordinarietà di questa invenzione segna l'inizio della moderna oftalmologia con la possibilità di studiare e curare le malattie del segmento posteriore dell'occhio e in particolare della retina.








La retina è un tessuto nervoso ad elev

atissimo metabolismo, che necessita di una ricca vascolarizzazione retinica e coroideale per esplicare le sue funzioni.

Ogni alterazione a carico delle strutture vascolari della retina e /o della coroide determina un disturbo funzionale visivo e quindi di malattia della retina.

L'Epitelio Pigmentato retinico è lo strato retinico riccamente pigmentato, che separa la retina dalla coroide.

La coroide è la tunica intermedia della parete oculare, deputata alla nutrizione degli strati retinici più interni: l'epitelio pigmentato e i fotorecettori.

Per oltre 100 anni l'epitelio pigmentato ha rappresentato un ostacolo strutturale insormontabile per la osservazione e lo studio della struttura vascolare della coroide: eccezione a questa regola la miopia elevata e l'albinismo, cioè quando l'epitelio pigmentato è scarsamente rappresentato.




L' ESAME DEL FONDO OCULARE, da oltre 150 anni è parte essenziale della visita oculistica, tenuto conto che la maggior parte dei disturbi visivi e delle cause di perdita della vista sono a carico del segmento posteriore dell'occhio, e che la prevenzione e la diagnosi precoce di queste patologie sono gli elementi vincenti della terapia.






Nell’Ambulatorio ACOvista di Agrigento utilizziamo un retinografo a scansione laser che permette, in una frazione di secondo, senza istillare colliri per dilatare la pupilla, l’acquisizione di una immagine del fondo oculare ad ampio campo.

Questa tecnologia, il TOP ad oggi esistente, utilizzando una bassissima intensità luminosa, offre anche i vantaggi di una maggiore precisione dell’immagine e di un maggior comfort per il paziente e la possibilità di documentare in fotografia, con campo di osservazione minimo fino a 220°, l'esame del fondo oculare, per eventuali successivi controllie confronti.

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